Oluce

Fondata da Giuseppe Ostuni nel 1945, Oluce ha saputo costruire nel tempo una collezione strutturata come un racconto, abitato da prodotti divenuti icone del design italiano, che hanno ottenuto riconoscimenti come il Design Award e il Compasso d’Oro e che sono oggi inclusi nelle più importanti collezioni permanenti del mondo. 
Negli anni, ai contributi di Vico Magistretti, Marco Zanuso, Joe Colombo, Tito Agnoli e Ostuni & Forti si sono aggiunte le collaborazioni con designers dal minimalismo poetico come Laudani & Romanelli, le ricerche espressive di Francesco Rota e l’eleganza stringata di Nendo, fino ad arrivare ai progetti più recenti dell’azienda firmati da  David Lopez Quinconces, Federica Farina, Marta Perla, Angeletti Ruzza, Victor Vaisilev, Mist-O, Mariana Pellegrino Soto, Francesca Borelli e Christophe Pillet che contribuiscono a definire la grammatica visiva dell’azienda, realizzando lampade che sono anche sofisticati elementi d’arredo.

Vico Magistretti parla dei suoi progetti con Oluce:

“La geometria è una variabile molto importante, ho per lei grande simpatia. La geometria è un poco come la consecutio temporum in latino: è qualche cosa che fa stare nella realtà, che da il senso della realtà, che fornisce uno strumento per misurare la realtà. Mi è capitato molto di usarla.”

Antonio Verderi ricorda come il sodalizio tra Vico Magistretti e Oluce sia nato con l'architettura: il palazzo in via Conservatorio 22 a Milano, ultimato nel 1968, è stato l’occasione di incontro tra Magistretti e il padre Angelo Verderi. Quando, nel 1973, quest’ultimo è diventato proprietario di Oluce il coinvolgimento dell'architetto in azienda è avvenuto quasi naturalmente:

“Ho visto molte volte mio padre, che era impresario edile, lavorare con Magistretti. Insieme hanno costruito tantissimi progetti che sono citati nei manuali di architettura: come la casa in via Conservatorio a Milano, e uno spettacolare villaggio turistico a Framura, in provincia di La Spezia, a picco sulla scogliera.”